Nuovo decreto acqua
NUOVO DECRETO ACQUA POTABILE
Il Decreto Legislativo 19 giugno 2025, n. 102, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 luglio, introduce importanti aggiornamenti in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano, recependo la direttiva europea 2020/2184 e aggiornando il precedente decreto del 2023.
Questo decreto, che attua la direttiva (UE) 2020/2184, introduce nuovi limiti per alcune sostanze, come i PFAS e l’acido trifluoroacetico (TFA), e rivede i requisiti per i materiali a contatto con l’acqua potabile.
L’ATTENZIONE PER I TFA
Il parametro per i TFA, diventerà un obbligo effettivo a partire dal 13 gennaio 2027. La nuova prescrizione evidenzia una crescente attenzione verso sostanze che, seppur emergenti, possono rappresentare un potenziale rischio per la salute umana e richiedono un monitoraggio costante.
Il focus sul TFA conferma il ruolo insostituibile che i chimici e fisici rivestono nel garantire la sicurezza e la qualità dell’acqua potabile disponibile nelle nostre case. Individuare e quantificare parametri complessi come il TFA richiede professionisti che sappiano padroneggiare i processi chimico-fisici relativi alla qualità delle acque potabili.
Il nuovo quadro normativo, grazie a queste integrazioni, rafforza il sistema di controllo sulla qualità dell’acqua.
La Federazione continua così a sostenere e promuovere l’aggiornamento professionale dei suoi membri, che si considera essenziale per affrontare le sfide poste da parametri sempre nuovi e garantire la salute dei cittadini, che rimane la priorità assoluta in ogni fase della filiera idrica.
Nasce il sistema ReMaF, dedicato all’autorizzazione e al controllo di reagenti chimici, materiali filtranti e dispositivi di trattamento che entrano in contatto con l’acqua potabile.
Scuole, ospedali, condomini e strutture ricettive dovranno predisporre piani di autocontrollo per garantire la qualità dell’acqua, con particolare attenzione ai parametri Legionella e Piombo.
I punti salienti:
- rivedere e introdurre norme intese a proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla
contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone “salubrità e pulizia”, anche
attraverso una revisione dei parametri e dei valori parametrici di rilevanza sanitaria;
- stabilire i requisiti di igiene per i materiali che entrano in contatto con le acque potabili nonché per i reagenti chimici e i materiali filtranti attivi o passivi da impiegare nel loro trattamento;
- introdurre un approccio di valutazione e gestione del rischio che sia più efficace ai fini della prevenzione sanitaria, della protezione dell’ambiente e del controllo delle acque destinate al consumo umano, anche sotto il profilo dei costi e della allocazione delle risorse istituzionali;
- migliorare l’accesso equo per tutti all’acqua potabile sicura;
- assicurare la comunicazione tra le autorità competenti e i fornitori di acqua e fornire una informazione adeguata e aggiornata al pubblico sulle acque destinate al consumo umano.