Categorie: Immobiliare

Certificazioni necessarie per impianti condominiali: impianti elettrici

AUTORE

lara

DATA

Giugno 10, 2024

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La certificazione dell’impianto elettrico (Di.Co) è un documento voluto dalla normativa italiana che attesta la conformità di un impianto elettrico civile o industriale.

Tutti gli impianti dal 2008 ad oggi devono avere la dichiarazione di conformità, fondamentale soprattutto in caso di compravendita di un immobile.

È obbligatorio secondo il DM 37/08 e deve essere redatto dalla ditta o dal professionista che ha installato o eseguito la manutenzione sull’impianto. 

  • La certificazione di conformità dell’impianto elettrico è un modo per proteggere la casa, gli elettrodomestici e le persone che fruiscono dell’impianto.

La Di.Co. è un documento che riguarda qualsiasi tipo di impianto: videosorveglianza, cancelli, protezione contro le scariche atmosferiche, impianti radiotelevisivi e quelli per la protezione incendi.

  • Nel caso in cui l’impresa installatrice non rilasci la certificazione dell’impianto elettrico installato, rischia un’ammenda che va dai 1.000 ai 10.000 euro

LE IMPRESE ABILITATE

La legge italiana ha introdotto questo tipo di certificazione per evitare che l’impianto elettrico sia installato da tecnici improvvisati e senza sufficienti qualifiche e competenze. 

Solo le ditte o i tecnici iscritti al registro delle imprese, in possesso di tutti i requisiti professionali, sono abilitate all’esercizio dell’attività.

  • Una dichiarazione incompleta non ha alcuna validità e l’impianto verrebbe considerato non a norma.

CONTENUTI DELLA CERTIFICAZIONE 

  • La ditta appaltante – La prima parte della documentazione riporta chi è il proprietario, chi il rappresentante legale e a quale registro delle imprese è iscritto.
  • Dati sul committente – In questa seconda parte sono specificati tutti i dati anagrafici della committenza, che sia essa pubblica o privata.
  • La regola d’arte – La ditta appaltante dichiara che l’impianto elettrico è stato realizzato a regola d’arte, cioè rispettando tutte le normative e quelle che sono le “best practices” del settore, utilizzando materiali idonei e tenendo sempre come priorità la sicurezza del sistema e dell’utilizzatore.
  • Controlli ed esami – Prima di consegnare il lavoro al committente, il tecnico deve effettuare una serie di controlli visivi: se l’impianto è conforme a quanto rilasciato sulla certificazione, se  ci sono sistemi di protezioni adeguati e se il sezionamento dei circuiti è conforme a tutte le norme CEI.
  • Schema d’impianto – Sezione in cui vengono specificati tutti i componenti che fanno parte dell’impianto elettrico certificato. Interruttori con l’amperaggio, tipi di condutture utilizzate, tipologia della messa a terra. 

Per questa difficoltà tecnica nell’ottenere una certificazione per un impianto elettrico esistente, è consigliato sempre richiedere esplicitamente la dichiarazione prima ancora dell’inizio dei lavori.

L’amministratore, nel tenere il registro in esame, deve valutare l’esistenza delle certificazioni suddette e se non la riscontra sottoporre questo elemento all’assemblea affinché la medesima provveda a deliberare l’affidamento dell’incarico ad un’impresa per il rilascio della cosiddetta certificazione di rispondenza.

DIFFERENZA TRA DICO E APE

Spesso si fa confusione tra DiCo, la dichiarazione di conformità degli impianti, e l’APE. Ovvero l’attestato di prestazione energetica che comprende la valutazione del consumo energetico di un’abitazione. Attualmente indispensabile solo per la vendita o affitto del proprio mobile. 

Però è comunque consigliato avere e allegare questi documenti dell’immobile per aumentare il valore e le opportunità di vendita.